MILANO RADICALMENTE APERTA: I documenti del Comune di Milano

Milanese di famiglia milanese, sposato con due bambine, appassionato di musica e cinema, sono iscritto a Radicali Italiani e al Partito Radicale Transnazionale. Quest'anno ho diffuso il repertorio politico dei Radicali all'estero con un simposio sul Partito Radicale in Inghilterra e due lezioni sul federalismo del Manifesto di Ventotene in Norvegia.
Sono professore ordinario di scienza politica. Il lavoro di professore universitario mi ha portato a insegnare e fare ricerche di scienza politica all’Istituto Universitario Europeo, University of Bradford, Science-Po/Parigi, e da sei anni alla Università di Exeter, dove dirigo il Centro di Eccellenza Jean Monnet Ho lavorato a Milano per cinque anni, facendo ricerche sul governo urbano e la pubblica amministrazione. Ho scritto e curato quattordici volumi e sessanta articoli scientifici su questioni di europeizzazione, regolazione, tassazione e governo dell’economia in prospettiva comparata. Ho condotto ricerche e attività di formazione per la Commissione Europea, la Banca Mondiale, e i governi di Grecia, Italia, Olanda, Portogallo e Serbia. Co-dirigo la principale rivista di scienza politica europea, l’European Journal of Political Research.

A Milano, nel 1976, quando a sedici anni mi avvicinai ai Radicali, si facevano le manifestazioni per le energie rinnovabili, le biciclettate ecologiche in centro, e le manifestazioni in fila indiana per non disturbare il traffico. Nelle strade sfigurate dalle violenze urbane della cosiddetta sinistra autonoma, i tavoli per raccogliere le firme per i referendum Radicali erano la grande agenda liberale, laica e nonviolenta per Milano e il resto del Paese.

Oggi, quando parlo agli amici, famigliari e conoscenti milanesi della nostra città sento – e condivido con loro – la sensazione di vivere sotto una cappa pesante, soprattutto quando cerchiamo di essere cittadini. La pubblica amministrazione, che è poi il modo importantissimo in cui la politica tocca le nostre vite praticamente ogni giorno, ha perso trasparenza e l’orientamento al cittadino. Innovazione e libertà economica e d'impresa non sono più diritti di cittadinanza economica che possiamo azionare in concreto. La Milano della laicità, della ragione solidale e dei diritti civili può solo resistere in qualche angolo dove la cappa pesante ci lascia respirare. E a proposito di respiro, quella che dovrebbe e potrebbe essere la grande occasione di trasformazione ecologica della città sembra a molti scoraggiati un miraggio.

Da sotto la cappa, la nostra sfida e il nostro orgoglio di essere cittadini di una capitale europea ripartono da atti singoli, particelle elementari ed essenziali: un voto, un candidato, una scelta razionale, diversa, veramente libera. Il filosofo Aldo Capitini pensava che anche il singolo atto potesse avere un valore liberatorio: “Bisognerà pure che scoppi in questa realtà inadeguata l’atto adeguato, l’atto atomico della nonviolenza”. Il singolo voto, dato in coscienza e per coscienza, fa deflagrare liberazione e legalità in una reazione a catena nonviolenta. Per me essere candidato nella Lista Bonino-Pannella è un motivo di impegno morale e politico, in una parola civico. Per chi mi vota è una torcia accesa per vigilare, per dire e per fare.

Il mio contributo originale per Milano è portare innovazione e trasparenza nei modi in cui si formano le regole urbane. In una parola, mi impegno a portare la riforma regolativa a Milano, in un periodo in cui le grandi trasformazioni urbane connesse all’Expo rischiano di essere condotte sotto la cappa pesante. Propongo che ogni regola, come accade in molti contesti urbani e nazionali europei, debba passare un doppio test di consultazione e analisi costi-benefici. Il governo urbano si dia un obbligo di corredare le principali decisioni e le delibere con un’analisi della situazione attuale, un processo di consultazione aperto e diffuso, possibilmente facilitato dalle tecnologie dell’informazione e un’analisi economica improntata al principio di costi e benefici. Riformare le regole porta ai diritti: di conoscenza, di partecipazione, e di consultazione. E consente ai cittadini di vigilare. Prometto di vigilare e di ottemperare a tutti gli impegni che seguiranno al voto: un impegno e una forte stretta di mano a ogni cittadino che vorrà darmi la sua preferenza, per tornare a essere orgogliosi di Milano.

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Claudio Radaelli

Candidato Consiglio Comunale
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