MILANO RADICALMENTE APERTA: I documenti del Comune di Milano

Elezioni a Milano: i radicali per la legalità

10/05/2011
Milanoweb
Andrea Dusio e Fabrizio Capecelatro

Il giorno che incontriamo Marco Cappato, 40enne milanese e noto attivista del Partito Radicale, i quotidiani riportavano l'attacco di Letizia Moratti alla campagna di affissioni su grandi posizioni della 'Associazione Luca Coscioni'.

Chiediamo dunque anzitutto all'esponente della 'lista Bonino-Pannella', che appoggia la candidatura a sindaco di Giuliano Pisapia, dicommentare la polemica innescata dal Sindaco uscente.

"In Italia dovrebbe esserci la libertà di espressione e di opinione e credo che tra le opinioni che non si possono vietare ci sia quella di chi ritiene sia preferibile l'eutanasia legale all'eutanasia clandestina, anche perché il rapporto 'Eurispes' evidenzia come 2 italiani su 3 la pensino così".

"Se quindi c'è qualcun altro che decide al posto nostro, impedendoci di sospendere le terapie o di accelerare la fase terminale, riteniamo sia necessario poterne discutere lasciando a ciascuno la libertà di esprimersi. Questa della Moratti è una piccola manovra politica volta a spaventare l'elettorato, anche se il Sindaco è totalmente corresponsabile di quei manifesti che sono affissi da 3 settimane, dopo essere passati per il controllo dell'Ufficio Affissioni; ora che devono essere staccati la Moratti si accorge che qualcuno aveva protestato?".

"È una cosa ridicola e quindi tanto vale che il Sindaco Moratti risparmi le energie per togliere i suoi manifesti che sono realmente illegali, perché non riguardano la libertà di espressione quanto il divieto di imbrattare i muri di Milano con manifesti non autorizzati. Il paradosso è che il Sindaco avrebbe anche il dovere di presiedere al controllo della legalità della campagna elettorale: è una situazione inaccettabile e quindi noi presenteremo una denuncia per abuso d'ufficio e chiediamo che ilComune venga commissariato nello specifico atto di stabilire la sanzionie le multe e soprattutto che vengano fatte pagare prima della fine della campagna".

La vostra campagna elettorale che tipo di affissioni prevede?

"La nostra campagna è fatta secondo i metodi legali: i manifesti cercheremo di affiggerli nei nostri spazi, sapendo già che dovremo denunciare tutti quelli che ce li copriranno, e faremo girare i manifesti anche tramite dei carrelli dietro le biciclette e infine scrivendo una lettera a molti cittadini milanesi".

Cosa vi piace del candidato Sindaco che appoggiate, Giuliano Pisapia?

"È una persona libera e in una politica occupata dai partiti la cosa più pericolosa è un Sindaco che è il risultato di una mediazione tra i partiti; Letizia Moratti è l'equilibrio precario raggiunto tra 'Popolo della Libertà' e 'Lega Nord'; mentre Giuliano Pisapia ha vinto delle primarie fuori dagli apparati di partito. Noi abbiamo fatto un accordo di fiducia con lui, che ha accolto la nostra disponibilità a sostenerlo senza dover chiedere il permesso a nessuno. Noi crediamo che una persona libera sia quello che serve di più a Milano per fare la prima cosa necessaria, ossia far rispettare a tutti le regole. Nella coalizione che appoggia Pisapia c'è sicuramente tanta eterogeneità, ma tutti abbiamo come 'faro' un candidato che ha mostrato di avere amore per il rispetto delle regole".

Perché utilizzate per Milano la definizione, ad effetto, di capitale dell’illegalità?

"Abbiamo un Presidente di Regione che non solo è stato eletto grazie ad una truffa elettorale, ma non ha nemmeno chiesto scusa alle 1000 persone che si sono viste defraudate della loro identità attraverso una firma, e ha accusato noi di aver manomesso i suoi moduli, dimostrando di cosa è capace un sistema di potere fondato su quella che chiamiamo, anche nei video che abbiamo immesso in rete in questi giorni, 'Comunione e Lotizzazione'. Insomma questo duo Moratti-Formigoni è al tempo stesso l'emblema del clericalismo italiano e dello scarso amore per la legalità e per lo Stato di diritto. Ora che Milano sta per essere coperta di una valanga di soldi dell'Expo, c'è il grosso rischio che Milano diventi un centro di attrattiva per le mafie e quindi ci vuole un potere che dimostri un diverso amore per le regole".

Che posizione avete sul federalismo?

"Negli anni '80 il gruppo parlamentare dei Radicali si chiamava 'Gruppo Federalista', però noi siamo per un federalismo europeo: crediamo che sia necessario affrontare alcuni problemi a livello di Europa democratica, mentre non crediamo nei localismi. I Comuni devono avere la responsabilità di spendere le imposte che raccolgono, mentre ilfederalismo fiscale proposto della 'Lega Nord' è, in realtà, soltanto un decentramento delle spese".

Quali sono le persone e le storie dei vostri candidati?

"Noi abbiamo candidati coma Maria Antonietta Farina Coscioni e Mina Welby (vedova di Piergiorgio - Ndr) che sono 2 storie di lotta per la laicità del nostro Paese e Marco Pannella ed Emma Bonino che chiudono la lista; credo che questa lista sia l'emblema di un partito che non ha 1 solo stipendiato in tutta la Lombardia, né una sede istituzionale. Infatti tutte le persone che hanno partecipato a questa campagna elettorale sono dei volontari".

Come sarebbe il vostro Expo?

"Molto più verde di come è stato concepito e soprattutto destinato a durare anche dopo il 2015. Attualmente il rischio è che, finita l'occasione di speculazione su terreni, venga fatta una bella cementificazione, realizzando Milano 4, 5, 6…."

Se dovesse essere eletto Pisapia, cosa gli chiederesti nel 1° anno di legislatura?

"Le nostre priorità sono 2: l'anagrafe pubblica degli eletti e degli appalti, pubblicando tutti gli atti del Comune e dei Consiglieri per impedire doppi o tripli incarichi nelle municipalizzate, e, se la gente voterà si, realizzare le 5 proposte del referendum del 12 e 13 Giugno per la trasformazione ecologica della città".

All'interno della coalizione a voi opposta riconosci qualcuno con cui potreste istaurare un dialogo?

"È evidente che nella coalizione a noi opposta tutti stanno pensando al dopo-Berlusconi (soprattutto Tremonti e Formigoni) e quindi il gioco fragile e sottile è voler fare le scarpe a Berlusconi senza rischiare di essere sepolti sotto le sue macerie. 'Comunione e Liberazione', la Lega e tutti i movimenti organizzati stanno aspettando che Berlusconi sia sufficientemente debole da non poter reagire, ma non così debole da trascinare chi lo ha sostenuto finora. Questo è il maggiore pericolo per il nostro Paese, perché almeno Berlusconi è stato eletto; mentre un pasticcio con Formigoni e Tremonti, se possibile, sarebbe ancora peggio".

L’introduzione del 'Nuovo Polo' sta cambiando o cambierà la scena politica milanese?

"Il 'Nuovo Polo' si connota troppo poco come polo liberale e ha una caratterizzazione un po' troppo centrista: se dovesse andare bene credo che al massimo potrà rubare un po' di voti alla coalizione di Letizia Moratti. Credo che oggi la cosa più importante sia non preoccuparsi troppo della alchimie interne alle coalizioni, quanto cercare di spiegare ai milanesi cosa si vuole realizzare e sinceramente non so quanto questo 'Nuovo Polo' abbia una proposta politica reale"..