MILANO RADICALMENTE APERTA: I documenti del Comune di Milano

«Fateci almeno lavorare Dateci mail e rimborsi»

01/07/2011
Il Giornale

 

Ha scritto due giorni fa al presidente dell`aula, Basilio  Rizzo: «Non abbiamo gli strumenti per fare i consiglieri comunali».  Nessuna notizia di rimborsi spese, pc, cellulare di  servizio.  Marco Cappato, che fa batte cassa?  «É incredibile, mi manca ogni cosa, devo fare tutto da solo».  Beh, ma detto dal capogruppo  dei radicali: non facevate la  guerra ai privilegi dei politici?  «La verità è che non so neanche  esattamente a cosa ho diritto e vorrei  che qualcuno me lo dicesse. Non per  il mio comfort, ma se non ho la mail  istituzionale, se un cittadino mi vuole  scrivere deve spedire una lettera».  Quando un politico protesta  per rimborsi e cellulari, il cittadino  pensa sempre allo scrocco.  «Non lo faccio per il rimborso pasti,  per dire, non mi interessa, sono  disoccupato da due anni e mi sono  pagato tutte le spese da solo. Ora però  voglio gli strumenti base per svolgere  l`incarico da consigliere».  Al momento di cosa dispone?  «Due uffici al terzo piano di via  Marino 7».   Altro?  «Una stanza è vuota perché mi dicono che avrei diritto a  due persone della segreteria, già dipendenti del Comune,  ma una aveva iniziato a lavorare con me da due giorni ed è  tornata all`ufficio dove lavorava prima, un`altra ha fatto il  colloquio ma non riusciamo ad ottenere il trasferimento».  Il suo ufficio sarà arredato?  «C`è la scrivania, ho davanti il mio computer personale,  ma non posso neanche collegarlo alla stampante perché  non c`è. Non abbiamo il collegamento a intranet per cui  non ho gli indirizzi interni, devo arrangiarmi per presentare  atti, ordini del giorno. Come gruppo avremo anche dei fondi  per le attività: di che entità?».  Le hanno detto almeno quanto guadagnerà da consigliere?  «Mi hanno parlato di 1.200-1.300 euro, non so».  E voleva lavorare anche di sera? Vero che è rimasto  chiuso fuori dall`ufficio alle 20.30?  «Un altro problema, non abbiamo ancorai badge. Giusto  i messi comunali vadano a casa ma dopo il consiglio ho trovato  il portone chiuso e avevo bisogno di salire in ufficio. La  verità è che i dirigenti non hanno pianificato il passaggio di  consegne».