MILANO RADICALMENTE APERTA: I documenti del Comune di Milano

A Milano nomine trasparenti

02/08/2011
Il Riformista
Tomaso Greco

Quaranta nomi, quaranta candidati  per enti e società controllate  e partecipate del Comune di Milano.  È la lista presentata dai  Radicali per l`ormai imminente  giro di nomine dell`amministrazione  Pisapia. Un pizzino di  sponsorizzazioni rivolto al Sindaco  e rinvenuto abbandonato,  per imperdonabile svista, su una  scrivania in una recondita stanza  di Palazzo Marino? Macché.  L`ex eurodeputato radicale e attuale  consigliere comunale Marco  Cappato ha pubblicato l`elenco  dei suoi quaranta sul web.  Accessibile a tutti su milano.boninopannella.it. E i nomi, in parte  raccolti proprio attraverso internet,  sono stati sottoposti al  vaglio preventivo di Giulia Sirtori,  già dirigente di aziende come  Peugeot Italia, Montblanc e  Kraft. Scorrendoli tutti, non salta  all`occhio nessun militante di  lungo corso, fatta eccezione forse  per il docente di bioingegneria  della riabilitazione al Politecnico  di Milano, Marcello Crivellini, già deputato negli anni `80,  ma oggi, assicurano i radicali  milanesi, non in quota politica.  L`iniziativa radicale non sembra  destinata a rimanere isolata. Valerio  Onida, indicato da Pisapia  come figura garante della trasparenza  e della partecipazione  nel capoluogo lombardo, ha infatti  aperto un dibattito pubblico  sulle regole e sulla trasparenza.  E l`associazione di cui è presidente,  Città Costituzione, ha  avanzato nei giorni scorsi una  vera e propria proposta di regolamentazione  delle nomine. La  proposta prevede l`adozione di  specifiche delibere di indirizzo  programmatico per gli enti, la  garanzia delle pari opportunità,  la verifica ad opera di esperti dei  requisiti specifici di professionalità  dei candidati, oltre che la  pubblicità preventiva, attraverso  il web, dei curricula dei candidati  e persino audizioni pubbliche di  confronto davanti a commissioni  del consiglio comunale.   Del resto il consiglio comunale il  18 luglio ha approvato un odg  con il quale chiede, anche a regole  invariate, la trasparenza nel  meccanismo di valutazione delle  candidature e la pubblicazione  in rete dei cv dei candidati.  L`iniziativa radicale non è quindi  interpretabile come estemporanea  e, anzi, potrebbe essere antesignana  di altre.