MILANO RADICALMENTE APERTA: I documenti del Comune di Milano

Una signora bugiarda

12/05/2011
Il Manifesto
Luca Fazio

MARCO PANNELLA II leader radicale ha
superato la terza settimana di sciopero della
fame «per la giustizia e legalità». Ieri si è rivolto
a Napolitano. «La condizione della giustizia e
della sua appendice delle carceri - ha detto - e
una situazione da shoah». Quanto alle elezioni
«dobbiamo urgentemente reintegrare il popolo
italiano nella sua necessaria informazione». Per
Bersani Pannella «ha ragione a scioperare».

Io sono una moderata e lui è un estremista di sinistra. Devono essere proprio disperati nello staff del- la Moratti se per esprimere un concetto così rozzo e falso - moderata lei che flirta da sempre con i peggiori fascisti rimasti su piazza - sono arrivati ad organizzare un`infamata come quella andata in scena ieri negli studi di Sky Tg24, con il direttore Emilio Carelli arbitro di un incontro preparato dalla sindaca con l`unico scopo di tendere una trappola a Pisapia. Negli ultimi trenta secondi della trasmissione, dopo un`ora di scambio di opinioni e fair play, Letizia Moratti gli ha dato del ladro, «è stato giudicato responsabile di un furto di veicolo che sarebbe servito per un sequestro e un pestaggio». Detto questo, davanti a un esterrefatto Pisapia, il conduttore si è limitato a dire Al nostro faccia a faccia termina qui, stringetevi la mano». Fine della trasmissione (solo al termine del confronto sono andate in onda le dichiarazioni del candidato del centrosinistra). Pisapia non le ha stretto la mano, ha annunciato una querela per diffamazione e ha parlato di killeraggio mediatico. «La mia vita è sempre stata trasparente e quella di Letizia Moratti è stata una mossa premeditata al termine di una trasmissione dove io non avevo più diritto di replica. Io chiedo di voltare pagina rispetto ai metodi infamanti e indegni di una città che aspira a ritornare capitale morale». Si sa che il centrodestra per salvare Berlusconi dalla disfatta più clamorosa ha deciso di giocare sporco in queste ultime ore. Se ne vedranno ancora di tutti i colori, compreso il paradosso di ieri dove i «garantisti» che ogni lunedì danno spettacolo davanti al palazzo di giustizia non esitano a trasformarsi per l`occasione in quello che sono realmente, canaglie giustizialiste capaci di usare la gogna mediatica per far fuori le persone, comprese quelle che la giustizia ha già giudicato e assolto trent`anni fa. Ma qui non c`è da cavillare con commi e sentenze. Letizia Moratti, come ha ripetuto ieri appollaiata sulla sua sedia traballante di Palazzo Marino, voleva «solo» dire che «il contesto politico in cui si muoveva Pisapia non è quello di una persona moderata». Può funzionare una mossa del genere? In `un paese normale no dì sicuro. Ma bisognerà aspettare ancora qualche giorno. La vigliaccata, perlomeno, due obiettivi li ha raggiunti. Dopo essere stata oscurata dall`esibizione del grande capo, finalmente questa volta è riuscita a far parlare (male) di sé. E, come il grande capo insegna, è riuscita anche a polarizzare lo scontro, esasperandolo. A questo punto diventerà davvero una lotta senza esclusione di colpi tra lei e Giuliano Pisapia, dove il pericolosissimo terzo polo - a cui ha negato il confronto in tv - rischia di sparire dalla scena in questi giorni decisivi. A che prezzo? Intanto, per la prima volta, il centrosinistra, con colpevole ritardo, almeno sembra essersi accorto che qui si sta giocando la partita della vita, per Berlusconi e quindi per tutti. Secondo Bersani, che ieri è salito a Milano per abbracciare il suo candidato, la Moratti si sarebbe sparata nei piedi da sola. «E` come Davide contro Golia ma la fiondata può partire, fino all`ultimo dobbiamo avere combattività: Milano risorge, l`Italia risorge». Anche Vendola, facendosi interprete del pensiero di tutta la sinistra che ieri si è stretta attorno a Pìsapìa, è decisamente ottimista. «Quando nella contesa pubblica anzichè occuparsi dei problemi seri della gente si scende sul terreno della calunnia e della diffamazione - ha detto - significa che c`è nervosismo, che c`è paura e questo significa che la capitale del berlusconismo può essere espugnata». Del resto, fa ben sperare anche il fatto che la sparata della Moratti non ha esaltato nemmeno i suoi. Il leghista Matteo Salvini, che sta conducendo la sua battaglia personale per drenare voti ai berluscones delusi dal sindaco, ha liquidato la faccenda dicendo che «alla Lega non interessa il passato di Pisapia ma la sua idea di città». Il direttore di Libero, Vittorio Feltri, non l`ha mandata giù: «La Moratti ha sbagliato nettamente, io penso che vincerà al primo turno ma sta facendo di tutto per perdere le elezioni». L`amico (si fa per dire) Roberto Formigoni, per non complicare la faccenda, non ha nemmeno voluto commentare l`accaduto. Forse allora, come ha scherzato Pippo Civati, consigliere regionale del Pd, questa vicenda dimostra solo che «Letizia Moratti e la città di Milano hanno finalmente qualcosa in comune: hanno bisogno di un avvocato».